Esisterà ancora il corpo umano nell’era dell’immateriale che si sta profilando? Forse siamo di fronte a una svolta epocale, simile al passaggio che otto millenni fa ci condusse dal Neolitico alle prime grandi civiltà. Ma i corpi non sono annullati. Anzi, reclamano vita e senso, combattono tra ordine e caos, cercano respiro tra il nuovo e l’antico. La scommessa è provare a dar conto del continuo divenire dei corpi esplorando i movimenti dei loro sensi, che coinvolgono fisicità e pensiero, materia e mente, come suggerisce Fernando Pessoa nel suo celebre verso: «Ciò che in me sente, sta pensando». Ma occorre anche spingersi oltre i sensi classici: toccare, vedere, ascoltare, gustare, odorare. Non coinvolge corpo e spirito anche il desiderare? O il soffrire? O l’errare? O il ricordare? O avvertire la percezione della fine? È un territorio che la ricerca sta esplorando. Lo hanno saputo dire i poeti. E lo proviamo ogni giorno nelle nostre vite.
23 Maggio 2026 - 17:00
teatro Bolognini
Gabriella Caramore
Ciò che in me sente sta pensando. Il corpo umano in dieci sensi
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