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26 Maggio 2012 - 18.30
piazza del Duomo
Il dono dell’ospitalità

L’altro, il vero altro, non è colui che scegliamo di invitare a casa – forse anche con il retropensiero di essere poi a nostra volta invitati – bensì colui che emerge, non scelto, davanti a noi, che giunge portato semplicemente dall’accadere degli eventi, perché «l’ospitalità è dono, è crocevia di cammini». L’altro è colui che sta davanti a noi come una presenza che chiede di essere accolta nella sua irriducibile diversità; poco importa se appartiene a un’altra etnia, a un’altra fede, a un’altra cultura: è un essere umano, e questo deve bastare affinché noi lo accogliamo. In altre parole, perché accogliere il dono dell’ospitalità? Perché si è uomini, per divenire uomini, per umanizzare la propria umanità. Ciascuno di noi, in quanto venuto al mondo, è ospite dell’umano, di conseguenza l’ospitalità diviene un rispondere a quella vocazione profonda dell’uomo, un realizzare la propria umanità accogliendo l’umanità dell’altro.