Il penultimo film di Luchino Visconti, del 1974, narra la convivenza tra poli contrari, che qui avviene, fuor di metafora, sotto lo stesso tetto. Un professore americano (Burt Lancaster), appassionato di Mozart e dei grandi della pittura, si ritrova suo malgrado a dividere spazio e tempo con un gruppo di persone male assortito, rumoroso, disturbante: una contessa ricca e volgare (Silvana Mangano), il suo amante (Helmut Berger), la figlia adolescente e il fidanzato di quest’ultima. La loro invasione ai danni del professore e i dubbi laceranti che suscita sono lo specchio dei tormenti dell’Italia post-Sessantotto. La figura del professore è ispirata al grande anglista Mario Praz, il cui libro Scene di conversazione – Conversation Pieces (titolo inglese del film) descrive i dipinti che raffigurano “gruppi di persone in un interno”.
Introduce Paola Jacobbi