La nostra cultura insegna, fin dall’infanzia, alle donne a essere un corpo e agli uomini ad avere un corpo. Le donne sono educate a esporlo, sorvegliarlo, contenerlo: loro è il corpo della relazione; gli uomini a usarlo, sfidarlo, imporlo: loro è il corpo della prestazione. Da queste diverse attese sociali derivano discorsi e pratiche che regolano i rapporti di donne e uomini, con sé e con gli altri. Si tratta di una distinzione che nasconde, però, anche una profonda asimmetria di potere: è proprio in questo squilibrio che affonda la violenza di genere. Violenza che non comincia con il gesto che la cronaca racconta: comincia molto prima, negli sguardi che giudicano, nelle parole che etichettano, nei ruoli che sembrano naturali, nell’idea che amare un corpo significhi averne il pieno possesso. Per affrontarla non basta allora “proteggere le vittime” e “punire i carnefici”: bisogna interrogare i modelli di potere che la rendono possibile e capire perché la violenza di genere ci riguarda. Anche quando non siamo vittime, anche quando non siamo carnefici.
23 Maggio 2026 - 9:30
teatro Bolognini
Rossella Ghigi
La violenza prima della violenza. Il nesso tra corpi, genere e potere
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