Moni Ovadia ha indagato la cultura ebraica nelle sue tantissime sfaccettature, mettendone in evidenza aspetti più o meno noti e peculiarità: una di queste è sicuramente che l’ebreo ride e sa ridere di se stesso. Ride dei suoi difetti, delle sue disgrazie, ma anche delle sue fortune. E ride delle risate altrui, dei luoghi comuni che lo accompagnano da sempre, che lo hanno spesso tramutato in un personaggio grottesco. La risata ebraica ha radici antiche, bibliche, da Abramo e Sara che ridono dell’idea di avere un figlio alla loro veneranda età, a Dio stesso, che crea la terra dopo ventisette tentativi falliti e contemplandola dice: “Speriamo che tenga!”. Il ridere è un atto salvifico. “L’ebreo forse in cuor suo agogna, quando verrà il suo momento, di ridere con Dio di tutta questa straordinaria follia.” E non potrebbe essere altrimenti. L’unica salvezza per un popolo così martoriato è il riso. Un vero e proprio circuito tra ironia e ordine precostituito
27 Maggio 2018 - 18.30
piazza del Duomo
biglietti definitivamente esauriti
Moni Ovadia
Rompere le regole con l’ironia