Clifford

James Clifford, antropologo statunitense, è Professore Emerito nel Dipartimento di Storia della Coscienza presso l’Università della California a Santa Cruz. È conosciuto e studiato in tutto il mondo per la sua opera di critica storica e letteraria della rappresentazione antropologica, della scrittura di viaggio, ma anche delle pratiche museali. Con lui l’antropologia pone al centro del proprio discorso non più il concetto di cultura, intesa ormai come testo, ma l’antropologo stesso, o meglio il suo io narrante. Clifford è stato co-curatore, con George Marcus, del volume Scrivere le culture. Poetiche e politiche dell’etnografia (Meltemi, 1998). Questa opera ha occupato uno spazio centrale nel dibattito epistemologico e politico svoltosi in seno all’antropologia e alle discipline correlate. Nell’ultimo lavoro da lui pubblicato (2013), Returns. Becoming Indigenous in the Twenty-First Century, Clifford si dedica allo studio dell’opera di decolonizzazione dei musei etnografici. Returns è il terzo volume di una trilogia, il cui primo volume si intitolava I frutti puri impazziscono. Etnografia, letteratura e arte nel secolo XX (Bollati Boringhieri, 1993). Nel secondo volume, Strade. Viaggio e traduzione alla fine del secolo XX (Bollati Boringhieri, 1999), l’autore ha affrontato le dialettiche dell’abitare e del viaggiare nella post-modernità. La trilogia costituisce un inventivo connubio fra sapere analitico, saggi meditativi e sperimentazione poetica.

James Clifford & i Dialoghi

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