Si è conclusa la XIII edizione dei Dialoghi con 16.000 presenze

Una edizione partecipata e all’insegna della condivisione quella del 2022 dei Dialoghi di Pistoia che si è chiusa con circa 16.000 presenze. Il festival di antropologia del contemporaneo, ideato e diretto da Giulia Cogoli, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia ha richiamato pubblico da tutta Italia. Si è tornati nelle consuete date di fine maggio, finalmente in presenza, a capienza piena con tre giorni di incontri e spettacoli in cui si sono avvicendati grandi nomi del panorama culturale italiano e internazionale: da Maurizio Bettini, che ha tenuto la lezione inaugurale, all’antropologo statunitense James Clifford, da Dacia Maraini, a cui è stato conferito ieri il Premio Internazionale Dialoghi di Pistoia, a Roberto Saviano, entrambi accolti dal pubblico con ripetute standing ovation.

Pistoia, quest’anno più che mai, si è fatta festival in un’empatia che ha unito relatori, pubblico e cittadini. Straordinaria la partecipazione di pubblico che ha riempito tuttu gli spazi dedicati al festival di Pistoia ai quali quest’anno si è aggiunto il teatro Pacini di Pescia. L’edizione 2022 dei Dialoghi ha dimostrato quanto sia forte, oggi più che mai, il bisogno di spazi di approfondimento culturale e di condivisione. «I Dialoghi hanno potuto contare su una macchina organizzativa di 500 persone, di cui 300 volontari. Sono loro la forza e l’orgoglio del festival, l’esempio più bello di come l’incontro con la cultura sia un’esperienza che trasforma e arricchisce ognuno di noi» dichiarano gli organizzatori.

Oltre 100.000 le persone raggiunte dai profili social del festival nei soli tre giorni della manifestazione, a conferma dell’interesse con il quale la comunità virtuale dei Dialoghi ha seguito live il festival attraverso Twitter, Instagram e Facebook. Inoltre 6.000 sono le visualizzazioni delle interviste realizzate da Caterina Soffici per il programma online. Tutto il festival è già disponibile sul canale YouTube, un grande archivio che ha già registrato quasi 3 milioni di visualizzazioni.

Narrare humanum est. La vita come intreccio di storie e immaginari, questo era il tema del 2022.Dai miti classici al cinema, dalla fiaba al web, dalla psicanalisi allo storytelling dei leader: quest’anno il festival indagherà come nascono le narrazioni del genere umano. Abbiamo sempre creato immaginari multiformi, che costituiscono la ricchezza, la rappresentazione e la storia dell’essere umano. Raccontiamo per dare un senso alla nostra esistenza, per trasmettere informazioni agli altri, per immaginare il futuro, per condividere, per contrapporci, per rielaborare, per il piacere di farlo. Raccontiamo il nostro passato, costruendolo, così come modelliamo il presente, con continue narrazioni, anche contrastanti. Allo stesso modo immaginiamo il futuro.

 

 

 

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