Lontano da dove? Diverso da chi? Il viaggio e l’immaginario

13 Marco Aime

Lontano da dove? Diverso da chi? Il viaggio e l’immaginario

€ 3.00
Domenica 26 Maggio 2013 10.30
piazza del Duomo 1

Quasi sempre un viaggio nasce da un racconto e, spesso, un viaggio finisce in un racconto. Sia esso fatto di parole o di immagini, fisse o in movimento, ma sempre un racconto. Racconti che si intrecciano e si sommano fino a creare degli immaginari in cui noi tutti ci muoviamo quando pensiamo di partire per una meta. Nascono così le costruzioni dell’altrove e dell’altro, a volte mitizzati, fino a diventare mitici. Immagini e parole che finiscono per costruire una geografia del pensiero, un atlante sentimentale in cui ogni luogo finisce per rispondere a una nostra esigenza interiore, a un nostro bisogno sociale, alla necessità di definire chi siamo e dove viviamo. Così nascono i miti della lontananza, come nel caso di Timbuctu, sempre a cavallo tra realtà e immaginazione, o quelli dell’esotico, che dipingono in modo spesso anacronistico popolazioni lontane da noi, condannandole a un eterno primitivismo, comodo da pensare per noi occidentali.


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Marco Aime, antropologo e scrittore, ricercatore e docente di Antropologia culturale all’Università di Genova. Ha condotto ricerche sulle Alpi e in Africa Occidentale (Benin, Burkina Faso, Mali). Ha pubblicato favole per ragazzi, testi di narrativa e saggi, tra cui: Le radici nella sabbia (EDT, 1999); Il primo libro di antropologia (2008), L’altro e l’altrove (con D. Papotti, 2012), La fatica di diventare grandi (con G. P. Charmet, 2014) per Einaudi; Verdi tribù del Nord (Laterza, 2012); African graffiti (Stampa Alternativa, 2012); Gli specchi di Gulliver (2006), Timbuctu (2008), Il diverso come icona del male (con E. Severino, 2009), Gli uccelli della solitudine (2010), Cultura (2013), L’isola del non arrivo (2018), Il grande gioco del Sahel (con A. De Georgio, 2021) per Bollati Boringhieri; La macchia della razza (2013), Etnografia del quotidiano (2014) per elèuthera; Tra i castagni dell’Appennino. Conversazione con Francesco Guccini (2014), Senza sponda (2015), Il mondo che avrete. Virus, antropocene, rivoluzione (con Adriano Favole e Francesco Remotti, 2020) per UTET; Comunità (il Mulino, 2019); Classificare, separare, esclude. Razzismi e identità (Einaudi, 2020). Ha curato Atlante delle frontiere (2018) e Pensare altrimenti. L’antropologia in 10 parole (2020) per Add editore.

 

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